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Visualizzazione dei post da maggio, 2026

Le scelte errate e la radice della compassione

Ora, se è vero, come è vero, il principio di trascendenza, ne deriva che il più trascende il meno, non solo in senso di quantità ma anche di qualità. Non potrebbe essere diversamente parlando di “sentire” dove, abbiamo detto, quantità e qualità si identificano. Inoltre, dire che il “sentire” si manifesta in successione di ampliamento e che è legato logicamente dal meno al più, significa dire che 👉 non esistono scelte errate in senso assoluto, o per lo meno che 👉 non incidono o riguardano la manifestazione o la concatenazione del “sentire” di coscienza il quale, 👉 qualunque sia la scelta dell’uomo, non può che avere un successore più ampio . Kempis, O.O. Cerchio Firenze 77, 503, 29 novembre 1983  

Simultaneamente convivono i mille stati

Il grado 1 e il 99 convivono simultanei. Li senti nella carne e non sei né l'uno né l'altro. Li sperimenti, li senti vibrare, ma non sei quello. Sei niente, sei altro, totalmente altro, Niente.

Ogni cosa che è, è Essenza

 L'Assoluto Essere è sentito come Essenza in ogni cosa che è, in ogni fatto, vibrazione, forma e assenza di forma.  In qualunque piano d'esistenza, l'Assoluto Essere è sentito in ciò che è. È sentito come eternità, come Essenza-che-È nel presente eterno. Un colore, un gesto, un suono esprimono Essenza per il contemplativo, risuonano in lui a quel modo, mostrano quella evidenza d'Essere. La ricerca dell'Assoluto Essere ha termine di fronte a questa evidenza. Il contemplativo non aveva l'ardire di conoscere la vita dell'Assoluto Essere, voleva comprenderne l'Essenza all'interno della manifestazione in cui si trova, voleva comprendere l'immanenza del Divino in qualsiasi piano d'esistenza. È giunto infine all'esperienza che, indipendentemente dalle vibrazioni e dalle materie dei piani o dei Cosmi, l'Assoluto Essere è l'Essenza che ogni contemplativo coglie nella realtà che sperimenta. È ciò che il simbolo della forma e della vibrazion...

Nell'autunno della vita

 Nell'autunno della vita è vivida la consapevolezza di una vastità d'Essere in grande parte non espressa. Una potenzialità che non ha trovato parole e gesti ma che esiste, è realtà, stato non in divenire ma in essere. C'è dunque uno iato consapevole tra il vissuto realmente e ciò che avrebbe potuto dispiegarsi se fossero esistite condizioni differenti, ma, evidentemente, le condizioni erano funzionali ad esprimere quanto è stato espresso: il resto, quella vastità, esiste a prescindere dallo sperimentato in questa stagione, è già, non abbisogna di manifestazione. Ho dunque vissuto tra la contingenza di alcuni apprendimenti e la vastità dell'origine consolidata: a questa tensione imputo la mia inquietudine, il fuoco che brucia nell'intimo. A questa tensione imputo l'essermi sentito perennemente prigioniero, impegnato in un compito transitorio prima di poter tornare alla realtà cui appartengo.  A questa tensione attribuisco la scelta di vivere senza risparmio e inc...

La libertà degli altri non viene mai toccata

 Perché, ripeto, 👉le scelte riguardano la libertà di chi le compie. La libertà degli altri - vi abbiamo detto - 👉in senso assoluto non viene mai toccata!👈 Anzi, addirittura, non solo non viene toccata - e rivelandovi questa verità vi giudichiamo già in età di maggiorenni - anzi addirittura non viene toccata, tanto che - tanto che vi dico - che in quei casi in cui appare che altri tocchi la libertà di chicchessia, 👉non v’è libertà neppure da parte di chi agisce. Quindi, per questi casi, varianti non ce ne sono. CF77, riunione 305 del 19.3.1970

Neutralità e vuoto: Essenze che si svelano

Leonardo : In questo post " Contemplazione, consapevolezza e presenza " parli di consapevolezza, presenza ed essenza. In questo passo parli del passaggio dalla consapevolezza e presenza all'essenza: " Allo stesso modo l’esperienza della presenza è stata integrata divenendo consuetudine per i corpi, vibrazione metabolizzata: l’insieme integra consapevolezza e presenza che hanno ora caratteristiche feriali. "   e aggiungi " La lunga frequentazione del deserto  che tutto azzera, toglie, riduce all’essenziale eliminando ogni connotazione, ogni coloritura di soggettività: alla fine di questo processo fondato sul  togliere  rimane il Niente vasto e inqualificabile che azzera lo stesso significato delle  esperienze  di consapevolezza e di presenza. Nulla rimane in piedi, questo lo sa  bene  il contemplativo che a questo dedica la sua esistenza. " Nella mia esperienza posso dire che l'integrazione della consape...

Da un eremo profondo

 Scrivevo a Nadia e Leonardo che è finita la stagione del ricevere, e questo vale per tutti noi, me per primo. Ho ricevuto da voi stimoli e opportunità di comprensione: l'officina del Sentiero è stata innanzitutto la mia opportunità; lì per più di trent'anni ho battuto il ferro incandescente, reso tale dalla mia determinazione a imparare a qualsiasi costo. Vedo ancora le situazioni in cui non imparate, in cui sembrate incapaci di fare un balzo, prima tra tutte quella mancanza di sensibilità che vi porta a non essere capaci di un gesto circolare quando ricevete qualcosa: ma è questione vostra, non mi riguarda più. La stagione del ricevere, quella dell'infanzia, è finita veramente e ognuno vi farà i conti a modo proprio. Se è finita la stagione del ricevere, lo è anche quella del donare: durante i lunghi pomeriggi di studio e di contemplazione, ricevo stimoli e subito in me sorge l'impulso a creare circolarità, a mettere a disposizione, a offrire opportunità. È un impulso...

Seth: le informazioni da coscienza a coscienza

 Seduta 697: Le informazioni non hanno un’esistenza propria. Sono connesse alla coscienza di tutti coloro che le comprendono, le percepiscono o le generano . Dunque non esistono archivi, nel senso di banche-dati obiettivi e perennemente disponibili su cui potete sintonizzarvi.  Invece accade che la coscienza che deteneva, detiene o deterrà i dati li attira come una calamita … L’informazione stessa si dirige verso la coscienza . Non è cosa morta o inerte. Non è solo qualcosa che cercate di afferrare; anch’essa vuole essere afferrata, così gravita attorno a coloro che la cercano .  👉La vostra coscienza attira quella coscienza già collegata con quel determinato materiale".

Seth: un esercizio per comprendere l'interdipendenza

  Elementi pratici n. 7 Se potete, procuratevi una vostra foto, in cui apparite come membro di una classe; anche una foto commemorativa di laurea o un gruppo di membri di un club. Prendete in esame ciò che vedete. Poi meditate su ciò che non si vede. Immaginate la realtà emotiva di ogni persona presente al momento della foto. Pensate ora a sentire le reciproche attività emotive che esistevano tra i vari individui. Prendete tutto il tempo che vi occorre. Quando avrete finito, cercate di farvi un’idea di quelle relazioni intime che ciascuna persona ha avuto con altre persone non presenti nell’immagine , ma contemporanee all’evento raffigurato. Dopodiché lasciate che la vostra mente prosegua immaginando contatti riguardanti interazioni familiari che risalgono al momento in cui è stata scattata la foto. Pensate a tutte le probabili azioni che sono state accettate o rifiutate , cosicché in termini di sequenza temporale esse hanno definito la riunione di quel gruppo (della foto). ...

Seth: un’intera pianta soffre se alcune delle foglie sono "infelici"

  La coscienza, per natura, si espande continuamente . La natura della coscienza, così come la intendete voi come specie, vi porterà in un modo o nell’altro al di là delle vostre limitate idee di realtà, perché la vostra esperienza vi porrà delle sfide che non possono essere risolte nell’ambito della vostra attuale struttura. Quei problemi organizzati da un livello di coscienza causeranno automaticamente delle brecce di comunicazione con gli altri settori dell’attività conscia, dove possono essere trovate altre soluzioni. Del complesso dei vostri dilemmi, molti sembrano tanto disperati solo perché in quei settori vi siete addentrati fin quanto potete, 👉senza procedere ulteriormente. I problemi, in questo caso, agiscono da stimoli . Ciò non significa che dovete fare esperienze tragiche. Esse non sono predestinate. Significa piuttosto che avete scelto certe esperienze, ed esse automaticamente conducono ad ulteriori sviluppi creativi se permettete loro di inserirsi. Per la vostr...

Seth: ogni cellula del corpo viene alterata da ogni pensiero che fate

Anche i pensieri hanno il loro genere di schema , così come le cellule, e 👉cercano la propria realizzazione. Si muovono verso pensieri simili, e come specie siete in possesso di un corpo interiore formato dal pensiero.  I vostri pensieri più intimi sono espressioni delle vostre idealizzazioni ; mentre questi modelli interiori vengono espressi essi si modificano e cambiano creativamente. 👉 Ogni cellula del vostro corpo viene in qualche modo alterata da ogni pensiero che fate . 👉Ogni reazione della cellula altera il vostro ambiente. Allora il cervello reagisce al cambiamento. C’è un costante compromesso. Così come le cellule in altre dimensioni reagiscono ai sempre mutevoli flussi di probabilità, lo stesso fanno i pensieri. Tuttavia, il vostro corpo reagisce 👉come pensate che dovrebbe reagire 👈 , perciò le vostre opinioni coscienti relative alla realtà  👉 assumono una parte importante nella scelta di quelle esperienze probabili che accettate come parte del vostro intimo v...

Un flash di totalità d'Essenza

Immagine
  Ogni fatto rivela l'Essenza perché è Essenza. Accade allora che l'Essenza che è quest'essere vibri percependo il colore viola della copertina del libro, la texture della carta igienica, le gocce d'acqua sul pavimento. Quell'Essenza vibra senza tempo e quella vibrazione appare come flash, si impone come attimo d'Essenza. Non è consapevolezza dell'Essenza, è qualcosa che precede questo. Non c'entra la consapevolezza di questo essere, c'entra invece l'affiorare naturale dell'Essenza . È simile alla danza del delfino nel mare: lo vedi appena sotto la superficie, poi, in un attimo, è balzato fuori! È sempre lì, presenza diffusa e onnipervadente , poi, in un attimo si dichiara in quel viola! Un flash di totalità d'Essenza.

Seth: la co-generazione del Disegno/progetto (696)

 Molti hanno considerato il mondo interiore come fonte di quello fisico , ma hanno immaginato che lo scopo ultimo dell'uomo fosse la riproduzione fisica di queste immagini perfette , al meglio delle sue possibilità. In quell'immagine l'uomo stesso non contribuisce a creare il mondo interiore, né partecipa alla sua bellezza. Può, al massimo, cercare di replicarlo nel mondo fisico; ma, in quei termini, non potrebbe mai raggiungere la perfezione. In tale versione di realtà interiore-esteriore, la vicendevole mobilità, il compromesso tra l'esterno e l'interno, è ignorato . L'uomo, essendo una parte di quel mondo interiore per gli attributi naturali della propria psiche, 👉 automaticamente collabora alla creazione di quei progetti che in altre dimensioni egli utilizza come guide . (Il circolo delle vibrazioni, ndr) In qualche misura, i grandi artisti, non solo captano un'immagine fisica dell'Idea Interiore ma collaborano anche a  👉 creare quell...

Seth: i disegni/progetti personali (696)

 Ogni sistema di probabilità è regolato da peculiari " progetti ", che definiscono chiaramente i suoi limiti e la sua libertà di azione, promuovendo quelle circostanze più favorevoli che possono condurre alla realizzazione. Non ci sono "immagini interiori di perfezione" , e per certi aspetti i progetti stessi cambiano, perché 👉l'azione , all'interno di ogni dato, sistema di probabilità, 👉 altera automaticamente l'intero quadro generale, espandendolo. I progetti sono in verità molto simili a programmi di lavoro interiore , che possono cambiare secondo le circostanze, ma in qualche misura essi sono idea-realizzazioni , con trattino. Perciò, in qualità di individui, recate in voi stessi tale progetto che contiene tutti i dati necessari a produrre la versione più favorevole di voi stessi , espressa nel sistema probabile che conoscete. Questi progetti esistono sia a livello biologico che a livello psichico, spirituale e mentale. I dati sono inseri...

La contemplazione è Essenza, è Ciò-che-È

 Il Ciò-che-È non è un Ente, non uno stato, non un'esperienza: è Essenza che esiste . Nel vuoto del divenire si staglia come l'unico Essente.  Tutto ciò che è, è Ciò-che-È:  - è divenire se letto in certi termini, ovvero all'interno delle logiche illusorie della progressione e dei processi; - è Ciò-che-È se liberato dalla progressione e contemplato come Essenza. Ogni fatto, ogni forma, ogni vibrazione sono Ciò-che-È se contemplati. La contemplazione, nell'ottica del divenire, conduce all'Essenza; nell'ottica unitaria è Essenza. Contemplare è Essenza che è. La ricerca di un Æ ha termine nella contemplazione; tutta la Via termina con l'atto contemplativo.

Due gradi di consapevolezza e l'Essenza

Come esempio prendiamo il suono di una campana da meditazione.  1- La campana suona, l'avverto vibrare nei corpi e affermo: inizia la mia meditazione, il suono della campana lo sento come interno a questo ambiente che si crea. 2- La campana suona, esiste la consapevolezza di quel suono ma non viene ricondotta a qualcuno: c'è semplice consapevolezza di un fatto che accade. 3- La campana suona ed esiste il suono, non la consapevolezza del suono, il suono tout court. I primi due gradi di consapevolezza credo non abbiano bisogno di essere spiegati; il terzo immagino di sì. La terza esperienza non chiama in causa la consapevolezza, un fatto che si specchia da qualche parte nei corpi di un agente definito o anonimo e impersonale: riguarda un fatto che accade ed esiste solo il fatto . Non c'è specchiarsi, non c'è alcuno: c'è il fatto come realtà unitaria che accade e che non è colto, non è ascoltato, non è recepito . È un fatto che è. Ci sono situazioni in cui non si può p...

Rompere il giocattolo della rappresentazione

 Tutta la vita, tutte le vite sono rappresentazione. Un principio vitale, un'intenzione innanzitutto, giunge a manifestazione e, nell'autoconsapevolezza della manifestazione, nella presenza di un'immagine di sé che si coglie mentre opera, sorge la rappresentazione: viene veicolato non l'impulso vitale, l'intenzione originaria, ma la sua versione addomesticata, quella che preserva l'immagine di sé costituita e ritenuta non violabile. L'autoconsapevolezza permette la modulazione della rappresentazione ed effettua la mediazione tra l'impulso primario, l'intenzione, e l'ambiente, cioè il contesto in cui accade: l'insieme di intenzione e ambiente letti nell'interesse della preservazione della propria immagine genera la rappresentazione . Abbiamo questa consapevolezza fin dall'inizio della nostra avventura da insegnanti: su questa consapevolezza è sorta l'ottica dell'officina : rompere in noi e in chi partecipava alla formazione la ...

Le scelte importanti di questi giorni

Giorni di sintesi esistenziale e di chiusura di numerosi cicli. Cicli di esposizione, di manifestazione, di insegnamento, di cura della Via, della formazione dell'altro, della possibilità di offrirgli strumenti di conoscenza, ma soprattutto di discernimento che agevolassero la comprensione. Giorni di decisioni importanti avvenute dopo un breve periodo di osservazione di cosa si muove nel mondo più prossimo al nostro. Giorni di comprensione di quanto unico sia stato lo sviluppo che il Sentiero ha tracciato: oltre la spiritualità che attinge all'oriente e all'archetipo cristiano; oltre i paradigmi esoterici; oltre la mistica tradizionale. Abbiamo realizzato un'esperienza originale forse parzialmente compresa dai nostri stessi membri, perché se non si possiede una consolidata visione d'insieme non si coglie nemmeno l'originalità di un particolare. Non ha importanza, l'evoluzione del sentire renderà più chiaro il quadro d'insieme e il dettaglio. Le decisioni...

Ogni giorno una nuova profondità

Nadia: Il passo incerto dovuto all'infortunio ai legamenti è rappresentazione esteriore di un'incertezza interiore. Capitano giornate come queste, in cui sento prevalere una sorta di lamento: «È tutto qui? Certo che è tutto qui, ho compreso, per come possibile, la condizione del vuoto che apre alla perfezione che Ciò-che-È. So bene che si tratta di un'onda che oggi introduce una resistenza che crea tensione e che domani sarà rientrata, eppure l'onda c'è... Direi che è una situazione fisiologica a un certo punto del nostro cammino. Anche la domanda: "è tutto qui?" è fisiologica quanto priva di senso. È tutto qui l'accessibile di oggi. Ma l'accessibile di domani quale sarà? Non solo: oggi, adesso, a quale grado di sentire posso effettivamente accedere? A molti gradi differenti, dipende da quanto rumore mi attraversa o non mi attraversa, dallo spazio che si crea, da come il sentire di ieri produce frutto nell'oggi. E, man mano che la consapevolezz...

Risiedere in un altrove

Tutto sembra essere manifestazione di un sé, assolutamente tutto. In noi, negli altri, ogni movimento rappresenta la vita che sorge. Qui non do al sé una connotazione negativa, è un nucleo vitale che vibra e assume le forme più diverse, come è naturale che sia. Affermo invece un'estraneità neutrale rispetto alla manifestazione stessa, al principio stesso di un virgulto che sorge: non è nella vita-che-sorge-e-si-manifesta che l'intenzione più profonda risiede. Dove risiede? Altrove. Nella-vita-che-è.

Gratitudine: un'esperienza pura del sentire

Nadia: Circa la gratitudine. Spesso sento affiorare in me la parola grazie. Non c'è nessuno a cui è rivolto ma serve un po' a veicolare quel senso di  gratitudine che trabocca , spesso a fine giornata. Perché sorge dal sentire? Non c'è soggetto che vuole ringraziare né un interlocutore a cui rivolgersi, eppure affiora spontaneo... Esperienza del sentire, pura. Come un'onda sale - effettivamente anche in me accade prevalentemente alla chiusura del giorno - e pervade l'intero essere. Sorge senza un'apparente ragione, non ha causa e non è rivolta a qualcuno, semplicemente sorge e invade la consapevolezza. Mi viene da fare un parallelo con le esperienze di commozione che, ugualmente, sorgono senza causa. La radice è senz'altro comune, una vibrazione ampia che sorge dalla coscienza e attraversa i corpi, vibrazione probabilmente mossa da comprensioni di qualche natura e/o da processi di strutturazione profonda del sentire. È l'affiorare vivido, nell'esper...

Il sentire di coscienza e la sua consapevolezza

 [......................................................................................................................................................................] Ogni punto è un grado di sentire: tutti i punti/sentire sono simultanei, ogni grado ha consapevolezza dei gradi che lo precedono, non di quelli che seguono. Più il grado è ampio, maggiore il numero di gradi che contiene e di cui è consapevole. Questo fino alla Coscienza Assoluta. Quest'essere è consapevole di questo grado: non del grado di oggi non essendovi alcun oggi; di questo grado e dei gradi che questo contiene perché questo grado è frutto di esperienze e di sentire che si combina. Così funzionano le Unità di Coscienza (CU). Ogni giorno è esperienza di sentire, è stato di sentire in manifestazione: il giorno non è un'entità cronologica ma uno stato di sentire . Ogni stato di sentire/giorno genera nuovo sentire attraverso le esperienze: le CU si aggregano in continuazione. Ogni giorno/sentire "guarda...

La non contemporaneità dei sentire e Seth

Secondo il CF77 i sentire non sono contemporanei, a meno che non vi sia equivalenza della loro ampiezza: nella simultaneità di cui parla Seth, questo cosa diventa, ha senso ancora? La non contemporaneità afferma che un sentire 10 e uno 20 non sentono lo stesso fatto: il 10 lo sentirà quando avrà sentire 20. Nella simultaneità dei fatti e dei sentire, dove tutto è presente, il sentire 20 sente quello che il sentire 10 non sente. Il 20 è presente quanto il 10, ma sentono realtà differenti.

Uno sguardo nuovo sull'essenza dello Zen e della via della Conoscenza

Continuando a riflettere su questo post e sui vostri commenti:  Ancora sulle varianti: una sintesi tra Seth e il Cerchio Firenze 77 Riflettiamo sull'essenza dello Zen come della Via della Conoscenza: tutto è adesso, il determinante è ora. Non è questo il cuore di queste due vie? Tutte le logiche del divenire scompaiono davanti al muro/presente, al fatto-che-È. La simultaneità di Seth non ci consegna all'adesso e all'Essenziale che accade? Non ci estrae da tutte le logiche del divenire? Direi che oggi, attraverso una comprensione più profonda delle vie del divenire, possiamo penetrare più a fondo nell'unica via dell'Essere. Oggi possiamo giungere a una sintesi di una natura più matura. Senza la genesi in un passato e la proiezione in un futuro - che comunque esistono adesso e sono l'esperienza di altri stati della "nostra" consapevolezza - la nostra esistenza ha solo il presente e, in questo presente, decide a cosa aderire, a cosa essere, a cosa fare e ...

Il passato e il futuro sono qui: allora c'è solo l'adesso che sento

Adesso la consapevolezza dice: è questo, sono questo. Ma in questo adesso ci sono anche tutti gli altri stati d'essere di quest'ente che chiamo me e ciascuno di essi può dire: è questo, sono questo.  Gli errori del passato, le speranze per il futuro sono tutti qui, stanno accadendo adesso. La consapevolezza che chiamo mia registra solo questo particolare adesso; tutte le altre consapevolezze corrispondenti ad altri gradi di sentire/stati d'essere, anche loro abbracciano la consapevolezza che hanno, non posseggono accesso ad altre.  Che senso ha portarsi dietro il passato, proiettarsi in un futuro se sono già tutti esistenti? Lo sono nel non tempo come lo sono nella successione logica dei sentire. Però: quello che sono adesso, in termini di sentire, è conseguente allo stato precedente e precede lo stato successivo di sentire: colui che scrive è questo sentire di oggi che è appoggiato su quello di ieri e apre su quello di domani, ma il sentire di ieri non è quello di oggi, né...