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Visualizzazione dei post da aprile, 2026

Ancora sulle varianti: una sintesi tra Seth e il Cerchio Firenze 77

Ho già trattato il tema qui , ma non ero giunto a una sintesi. Ora la situazione mi è molto più chiara: bisogna entrare nell'ottica di Seth e della simultaneità dalla quale guarda il reale. Se tutto è simultaneo non c'è niente che si accresca , non c'è alcuna coscienza che stratifica sentire, non ci sono varianti che producono comprensione e varianti non vissute che sono solo potenziali. C'è una realtà simultanea dove tutti gli stati sono presenti, tutte le incarnazioni sono presenti, tutte le varianti sono presenti; dove il grado di sentire 1 e il grado 99 sono presenti e simultanei. Nella logica di Seth non c'è qualcuno che evolve, tutto è già. Ne consegue che tra tutte le incarnazioni c'è simultaneità e non c'è alcuna evoluzione di sentire in termini temporali, ma semmai logici. Tutte le varianti/sé probabili sono presenti e simultanee e non apportano alcunché alle coscienze: dal punto di vista di Seth questo è un modo errato di guardare alla situazione p...

La catena del tempo, del divenire e il sentire

Il presente temporale è la rappresentazione del grado di sentire con cui siamo identificati. Noi siamo così focalizzati su ciò che appare che lo consideriamo l'unico presente e l'unica realtà. Nei fatti, andando oltre questa nostra autolimitazione, tutta la realtà passata, presente e futura sta accadendo esattamente adesso. Il sentire non è vincolato al tempo: tutto il sentire, di tutti i gradi di ampiezza, esiste adesso, in un non tempo. La sequenzialità dei fatti e del sentire è la prigione che ci siamo costruiti e che continuiamo a consolidare. Potremmo imparare a disconnettere il passato dal presente e dal futuro e a considerare le nostre esistenze come tante situazioni tutte egualmente presenti, concedendoci la possibilità di cambiare di ognuna la natura. Certo, l'azione compiuta un attimo fa che determina la presente è già accaduta, ma se io so che essa è sentire presente - oltre che fotogramma presente - posso contemplarne la natura e coglierne il limite. Posso veder...

Tutto ciò che esiste è frutto di fusioni di sentire, di superamento del confine di sé

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Questa immagine elementare e simbolica per ricordare a tutti noi che siamo il frutto di molte fusioni di sentire equivalente. Nel presente senza tempo tutti i sentire accadono simultaneamente, non c'è alcuna successione se non quella logica (da sentire di grado inferiore a superiore): nel senza tempo tutta la realtà accade adesso. Adesso accadono le 80-120 vite incarnative di altrettanti individui. Adesso Individualità di sentire equivalente si fondono dando luogo, a ogni fusione, a un'Individualità con un grado di sentire più ampio. Adesso un'Individualità frutto di innumerevoli fusioni si fonde in un'isola akasica con altre Individualità di sentire equivalente. Adesso le isole akasiche si fondono nella Coscienza Cosmica. Adesso le Coscienze Cosmiche si fondono nella Coscienza Assoluta. Tutto ciò che esiste è frutto di fusioni di sentire, di superamento del confine di sé. Possiamo provare a superare la nostra visione di un tempo progressivo che dal basso procede verso ...

Tra il Tutto-Uno e il Ciò-che-È

Leonardo: in relazione a ciò che affermi nel post " Esperienza del Ciò-che-È ":  "Un letto sfatto, i giochi della luce e delle ombre: in un attimo la situazione, con i suoi molti dati, si traduce in un sentire unitario, in una Totalità d'Essere. In quell'istante c'è solo Totalità d'Essere, c'è solo - posso dirlo - Ciò-che-È. Chiaro, inequivocabile." Per mettere a fuoco le caratteristiche del Ciò-che-È possiamo dire che il Ciò-Che-È riguarda in qualche modo la Totalità. Ma in modo diverso rispetto all'esperienza del Tutto-Niente.  Anche qui si parla di totalità. L'esperienza mia dice che la totalità del Tutto-Niente è totalità intesa come sfondo ultimo da cui gli enti provengono e in cui gli enti finiscono: dunque abbiamo uno sfondo e ciò che emerge da questo sfondo, lo sfondo è la totalità e il singolo fatto è ciò che emerge dalla totalità/niente/vuoto, e non può essere senza quella totalità stessa.  La totalità del Ciò-che-È è totalità d...

Varianti: sulle differenze di visione tra il Cerchio Firenze e Seth

Catia: Sulle varianti tra CF e Seth . Una variante vissuta è l'esperienza che l'individuo vive  e dalla quale nasce comprensione che si inscrive nel corpo akasico . Una variante non vissuta è una possibilità contenuta nella situazione , ma che non viene vissuta quindi non produce comprensione . Esiste  in potenza . Ciò che conta è la comprensione che l'individuo riesce a trarre dall'esperienza che effettivamente vive . Seth afferma che l'entità (l'individualità) è composta da tanti probabili sé, tutti esistenti e agenti contemporaneamente e che gli uni influenzano gli altri. Tutte le varianti sono quindi vissute e tutte portano comprensione? Se ho compreso bene Seth , come si conciliano le due visioni!? *** La questione è complessa e sembra irrisolvibile: le due visioni appaiono inconciliabili. Come allegato riporto quanto concluso da Kaya. Per cercare un bandolo alla matassa occorre ricordare: - che il sentire evolve in virtù del circolo completo dei dati: sent...

Ogni fatto è Essenza

La strada su cui cammini è Essenza. Quel papavero rosso è Essenza. L'odore delle feci del cane è Essenza. Un'armonia come un disorientamento sono Essenza. Essenza è Ciò-che-È, non c'è distinzione. Essenza è uno stato d'Essere, non qualcosa. Come stato d'Essere è eterno ma non immobile: è Essenza che vive la vita che solo Essenza può vivere. Quella vita è accessibile a ogni Essere, è la Vita di ogni Essere.  Esodo 3   Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l'Oreb. 2 L'angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. 3 Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?». 4 Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». 5 Riprese: «N...

Non frutto del passato ma della comprensione che va maturando

Poiché avvertite che l’esperienza segue uno schema temporale che potete comprendere, allora date per scontato che, per esempio, una cellula sia il risultato del suo passato. Il feto crescendo diventa adulto, non perché sia programmato dal passato, ma perché è consapevole in termini di precognizione, fino a un certo punto, delle sue probabilità; allora, dal futuro imprime queste nozioni nella struttura del passato. Seth 684 Il titolo del post esemplifica il concetto che Seth sostiene e che condivido: non che il passato non conti, rappresenta la direttrice imboccata, è stato creato dal futuro sentire che è in manifestazione anche adesso. Perché questo principio è importante? Perché ci ricorda che tutto è generato dal sentire al suo più alto livello: quella è la sorgente delle precognizioni delle cellule, dell'evoluzione del corpo mentale e del corpo astrale. È il grande "magnete" che tutto determina attraendo a sé. La realtà presente è generata - illusoriamente - dal sentir...

Sulla natura del Ciò-che-È

Riprendo il principio esposto nel post precedente: Diversa è la questione dello sviluppo logico del sentire se osservata dal punto di vista di Æ: qui si supera anche l'evoluzione logica, ovviamente. Questo significa che Æ è immobile? Dubito fortemente. A mio parere è oltre divenire/Essere, divenire/simultaneità: è stato che tutto contiene e Tutto-È. In questo Tutto-È è la chiave. In questo post, credo sia ben spiegato: Esperienza del Ciò-che-È . Essendo Æ completo e di nulla mancante, di cosa si può accrescere? Di niente. In cosa può consistere la sua vita interiore se non vive alcun processo? Risponderemmo dicendo: Egli-È. Ma cosa significa? Quello che l'esperienza narrata nel post testimonia: oltre il divenire, oltre la simultaneità, oltre il non tempo o se preferite l'EP, c'è uno stato altro che è lo stato più alto di Essere, l'Essenza. Non diviene, non è immobile, è Essenza e la si può sentire unitariamente e inequivocabilmente. Bisogna allargare l'orizzont...

Il Karma visto in una nuova prospettiva

 Catia : Ho letto la seduta 682 che ci avevi consigliato de "La realtà sconosciuta 1".  È un capitolo tosto da rileggere e ruminare, tuttavia mi ha colpito questo passo di Seth : "Il corpo che avete è un probabile corpo (e qui ci siamo ). È il risultato di una linea di sviluppo che potrebbe essere assunta dalla vostra personalità incarnata , tuttavia tutte le possibili linee di sviluppo accadono lo stesso  (anche questo non è un concetto nuovo). Esse accadono in contemporanea, ciascuna delle quali influenza tutte le altre, distintamente." D. Se ogni linea di sviluppo influenza le altre , ha più senso parlare di Karma se a concorrere allo stesso sono tutte le "personalità"probabili ? E che dire dei somatismi che possono essere il risultato non solo della personalità corporea ma anche di tutte le altre ?

Dati per una comprensione più approfondita del reale

Di seguito un brano della seduta 684 di Seth: è utile per noi conoscere questo? Certamente sì, a mio parere, perché abbiamo necessità di comprendere la nostra realtà in modi diversi. Solo allora potremo calarci pienamente nella dimensione contemplativa, quando la nostra adesione al divenire e alla sua sequenzialità sarà messa in discussione e sostituita da una visione più dinamica e più unitaria.  La natura del corpo fisico [...] Comunque, anche la realtà fisica del corpo è una costante apparente in un’apparente esistenza fisica costante. Solo per il fatto che queste unità ( unità di coscienza che vengono riconosciute da Seth come le particelle fondamentali che costituiscono ogni realtà, ndr) hanno la loro fonte al di fuori dello spazio e del tempo, la presente realtà corporale è un trionfo delle probabilità.  La vostra immagine presente , per esempio, vi sembra la sola possibile per voi, permanentemente vostra, almeno per tutta la durata della vita; e cosa ne è di essa ...

Esperienza del Ciò-che-È

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Ieri è stata una giornata complessa iniziata con diversi problemi tecnici sul gruppo FB che poi ho chiuso. Ho trascorso il pomeriggio a fare prove tecniche per dotarmi di uno spazio per scrivere, adeguato alle mie esigenze che, purtroppo, non sono poche. A sera ho visto La casa di Davide, una serie che mi riscalda il cuore. Ho la certezza di avere qualche mia esistenza simultanea in quel popolo. Verso le 21,30 sono andato a dormire: di seguito quel che è accaduto. Un letto sfatto, i giochi della luce e delle ombre: in un attimo la situazione, con i suoi molti dati, si traduce in un sentire unitario, in una Totalità d'Essere. In quell'istante c'è solo Totalità d'Essere, c'è solo - posso dirlo - Ciò-che-È. Chiaro, inequivocabile. L'Æ è questo, non ciò che vedi ma ciò che senti mentre vedi. Sentire e vedere simultanei sono un'esperienza che svela AE, che lo rende evidente, esperienza di Lui, dell'unità d'essere che è Lui. Non dell'unità d'Esser...