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La contemplazione è Essenza, è Ciò-che-È

 Il Ciò-che-È non è un Ente, non uno stato, non un'esperienza: è Essenza che esiste . Nel vuoto del divenire si staglia come l'unico Essente.  Tutto ciò che è, è Ciò-che-È:  - è divenire se letto in certi termini, ovvero all'interno delle logiche illusorie della progressione e dei processi; - è Ciò-che-È se liberato dalla progressione e contemplato come Essenza. Ogni fatto, ogni forma, ogni vibrazione sono Ciò-che-È se contemplati. La contemplazione, nell'ottica del divenire, conduce all'Essenza; nell'ottica unitaria è Essenza. Contemplare è Essenza che è. La ricerca di un Æ ha termine nella contemplazione; tutta la Via termina con l'atto contemplativo.

Due gradi di consapevolezza e l'Essenza

Come esempio prendiamo il suono di una campana da meditazione.  1- La campana suona, l'avverto vibrare nei corpi e affermo: inizia la mia meditazione, il suono della campana lo sento come interno a questo ambiente che si crea. 2- La campana suona, esiste la consapevolezza di quel suono ma non viene ricondotta a qualcuno: c'è semplice consapevolezza di un fatto che accade. 3- La campana suona ed esiste il suono, non la consapevolezza del suono, il suono tout court. I primi due gradi di consapevolezza credo non abbiano bisogno di essere spiegati; il terzo immagino di sì. La terza esperienza non chiama in causa la consapevolezza, un fatto che si specchia da qualche parte nei corpi di un agente definito o anonimo e impersonale: riguarda un fatto che accade ed esiste solo il fatto . Non c'è specchiarsi, non c'è alcuno: c'è il fatto come realtà unitaria che accade e che non è colto, non è ascoltato, non è recepito . È un fatto che è. Ci sono situazioni in cui non si può p...

Tra il Tutto-Uno e il Ciò-che-È

Leonardo: in relazione a ciò che affermi nel post " Esperienza del Ciò-che-È ":  "Un letto sfatto, i giochi della luce e delle ombre: in un attimo la situazione, con i suoi molti dati, si traduce in un sentire unitario, in una Totalità d'Essere. In quell'istante c'è solo Totalità d'Essere, c'è solo - posso dirlo - Ciò-che-È. Chiaro, inequivocabile." Per mettere a fuoco le caratteristiche del Ciò-che-È possiamo dire che il Ciò-Che-È riguarda in qualche modo la Totalità. Ma in modo diverso rispetto all'esperienza del Tutto-Niente.  Anche qui si parla di totalità. L'esperienza mia dice che la totalità del Tutto-Niente è totalità intesa come sfondo ultimo da cui gli enti provengono e in cui gli enti finiscono: dunque abbiamo uno sfondo e ciò che emerge da questo sfondo, lo sfondo è la totalità e il singolo fatto è ciò che emerge dalla totalità/niente/vuoto, e non può essere senza quella totalità stessa.  La totalità del Ciò-che-È è totalità d...

Ogni fatto è Essenza

La strada su cui cammini è Essenza. Quel papavero rosso è Essenza. L'odore delle feci del cane è Essenza. Un'armonia come un disorientamento sono Essenza. Essenza è Ciò-che-È, non c'è distinzione. Essenza è uno stato d'Essere, non qualcosa. Come stato d'Essere è eterno ma non immobile: è Essenza che vive la vita che solo Essenza può vivere. Quella vita è accessibile a ogni Essere, è la Vita di ogni Essere.  Esodo 3   Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l'Oreb. 2 L'angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. 3 Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?». 4 Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». 5 Riprese: «N...

Sulla natura del Ciò-che-È

Riprendo il principio esposto nel post precedente: Diversa è la questione dello sviluppo logico del sentire se osservata dal punto di vista di Æ: qui si supera anche l'evoluzione logica, ovviamente. Questo significa che Æ è immobile? Dubito fortemente. A mio parere è oltre divenire/Essere, divenire/simultaneità: è stato che tutto contiene e Tutto-È. In questo Tutto-È è la chiave. In questo post, credo sia ben spiegato: Esperienza del Ciò-che-È . Essendo Æ completo e di nulla mancante, di cosa si può accrescere? Di niente. In cosa può consistere la sua vita interiore se non vive alcun processo? Risponderemmo dicendo: Egli-È. Ma cosa significa? Quello che l'esperienza narrata nel post testimonia: oltre il divenire, oltre la simultaneità, oltre il non tempo o se preferite l'EP, c'è uno stato altro che è lo stato più alto di Essere, l'Essenza. Non diviene, non è immobile, è Essenza e la si può sentire unitariamente e inequivocabilmente. Bisogna allargare l'orizzont...

Il Karma visto in una nuova prospettiva

 Catia : Ho letto la seduta 682 che ci avevi consigliato de "La realtà sconosciuta 1".  È un capitolo tosto da rileggere e ruminare, tuttavia mi ha colpito questo passo di Seth : "Il corpo che avete è un probabile corpo (e qui ci siamo ). È il risultato di una linea di sviluppo che potrebbe essere assunta dalla vostra personalità incarnata , tuttavia tutte le possibili linee di sviluppo accadono lo stesso  (anche questo non è un concetto nuovo). Esse accadono in contemporanea, ciascuna delle quali influenza tutte le altre, distintamente." D. Se ogni linea di sviluppo influenza le altre , ha più senso parlare di Karma se a concorrere allo stesso sono tutte le "personalità"probabili ? E che dire dei somatismi che possono essere il risultato non solo della personalità corporea ma anche di tutte le altre ?

Esperienza del Ciò-che-È

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Ieri è stata una giornata complessa iniziata con diversi problemi tecnici sul gruppo FB che poi ho chiuso. Ho trascorso il pomeriggio a fare prove tecniche per dotarmi di uno spazio per scrivere, adeguato alle mie esigenze che, purtroppo, non sono poche. A sera ho visto La casa di Davide, una serie che mi riscalda il cuore. Ho la certezza di avere qualche mia esistenza simultanea in quel popolo. Verso le 21,30 sono andato a dormire: di seguito quel che è accaduto. Un letto sfatto, i giochi della luce e delle ombre: in un attimo la situazione, con i suoi molti dati, si traduce in un sentire unitario, in una Totalità d'Essere. In quell'istante c'è solo Totalità d'Essere, c'è solo - posso dirlo - Ciò-che-È. Chiaro, inequivocabile. L'Æ è questo, non ciò che vedi ma ciò che senti mentre vedi. Sentire e vedere simultanei sono un'esperienza che svela AE, che lo rende evidente, esperienza di Lui, dell'unità d'essere che è Lui. Non dell'unità d'Esser...