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Oltre il pensare e la sua dimensione di consapevolezza

 L'esperienza di questi mesi testimonia una progressione inarrestabile: la sfera del pensare, con le consapevolezze relative, si attenua e sfuma fino a divenire non facilmente frequentabile. Il pensiero e la sua consapevolezza si fanno marginali rispetto alla persistente centralità della sfera del sentire. Lavoro quotidianamente sul materiale di Elias, ma il focus è sul sentire da cui quel materiale sorge: quello viene sentito, la sua ampiezza, sostanza, unitarietà, intenzione. I concetti, in sé, sono come avvolti in una sottile nebbia, un'eco di quel sentire piuttosto lontana. Si avvera quanto Soggetto (Via della Conoscenza) disse a suo tempo: diventerete una specie di inabili al pensare...

Lo studio come contemplazione

 Immagino che per alcuni di noi l'atto dello studiare corrisponda all'imparare e sia sorretto dalla volontà specifica di addentrarsi in nuove comprensioni e, magari, di poterle accumulare e conservare in modo che contribuiscano a una nuova visione di sé. Per me non è così: studiare è consonare. Quando studio, quando ho quella disposizione interessata e profonda rispetto a un argomento, l'unico mio interesse è dato dalla risonanza tra il tema presente e il sentire che lo genera e lo sostiene, sentire che è già da sempre, indipendente dal tempo. Il tema del presente consuona, risuona con la sua Essenza, Essenza che è me. Studiare, per me, dunque è la quintessenza della contemplazione e nulla ha a che fare con un processo cognitivo: quello è laggiù, in fondo, ultimo e non sorretto nemmeno dalla memoria. Studio e, spesso, non imparo, non saprei ripetere, non saprei dire cosa ho studiato, di certo non nell'immediato. Col tempo vedo poi che tutto affiora e diviene chiaro, ma ...

La contemplazione è Essenza, è Ciò-che-È

 Il Ciò-che-È non è un Ente, non uno stato, non un'esperienza: è Essenza che esiste . Nel vuoto del divenire si staglia come l'unico Essente.  Tutto ciò che è, è Ciò-che-È:  - è divenire se letto in certi termini, ovvero all'interno delle logiche illusorie della progressione e dei processi; - è Ciò-che-È se liberato dalla progressione e contemplato come Essenza. Ogni fatto, ogni forma, ogni vibrazione sono Ciò-che-È se contemplati. La contemplazione, nell'ottica del divenire, conduce all'Essenza; nell'ottica unitaria è Essenza. Contemplare è Essenza che è. La ricerca di un Æ ha termine nella contemplazione; tutta la Via termina con l'atto contemplativo.