Il Karma visto in una nuova prospettiva

 Catia: Ho letto la seduta 682 che ci avevi consigliato de "La realtà sconosciuta 1". È un capitolo tosto da rileggere e ruminare, tuttavia mi ha colpito questo passo di Seth : "Il corpo che avete è un probabile corpo (e qui ci siamo ). È il risultato di una linea di sviluppo che potrebbe essere assunta dalla vostra personalità incarnata , tuttavia tutte le possibili linee di sviluppo accadono lo stesso  (anche questo non è un concetto nuovo).
Esse accadono in contemporanea, ciascuna delle quali influenza tutte le altre, distintamente."

D. Se ogni linea di sviluppo influenza le altre , ha più senso parlare di Karma se a concorrere allo stesso sono tutte le "personalità"probabili ?
E che dire dei somatismi che possono essere il risultato non solo della personalità corporea ma anche di tutte le altre ?

Se il Karma altro non è che la via che una coscienza segue per lo sviluppo della sua consapevolezza/composizione di sentire, via che ha un senso solo nell'illusorietà del divenire, il Karma che rappresenta lo sviluppo della situazione di oggi del sentire, come funziona nella simultaneità di tutti i sentire, nella simultaneità di tutte le rappresentazioni/vite?

Simultaneamente accadono la manifestazione del grado di sentire 10 e quella del grado 99: non c'è processo, non c'è evoluzione temporale ma c'è evoluzione logica del sentire che è indipendente dal tempo. 👉Questo è il centro della questione.

Che noi si leggano le molteplici rappresentazioni come inserite in una sequenza temporale, in un processo temporale, o che le si consideri simultanee, i passaggi logici da un grado di sentire a un altro comunque permangono perché non hanno a che fare col tempo ma con la natura stessa del sentire. Il fattore tempo è legato alla percezione del processo karmico, non alla sua generazione: necessariamente un grado di sentire 10 genera scene a sé commisurate e attiva quelle situazioni che possono condurre a un grado 11.

La simultaneità dell'accadere non elimina le logiche che sottendono alla natura del divenire, comunque si generano scene che vanno da un sentire più limitato a uno più vasto; che poi questa successione del sentire sia comunque illusoria è un fatto e ci ricorda che non solo il tempo è illusorio, è solo il primo livello di un insieme di fattori illusori.

La questione delle somatizzazioni in un ambiente simultaneo interconnesso pone questioni completamente nuove: se questo sé probabile risente - in qualche modo - dei processi di altri sé probabili, allora non è nemmeno direttamente responsabile dei processi di somatizzazione.

Questo sposta la questione sul vero piano: una somatizzazione non riguarda un'identità, riguarda una coscienza. Una somatizzazione che si verifica in un sé probabile è la manifestazione tangibile di un processo di comprensione che non riguarda tanto quel sé, che è solo una rappresentazione di altro, ma riguarda la coscienza che è la fonte della rappresentazione.

Tutti i sé probabili sono in qualche relazione, perché sono come raggi di un'unica stella: la luce che ciascun raggio emette dipende dalla stella e dall'insieme della radiazione che essa emette; un raggio/sé probabile non è autonomo e indipendente, è interdipendente, perché è parte di un insieme.

Tutto questo ci ricorda che la sfera che definiamo identitaria non è che l'autoconsapevolezza di una frazione dell'Individualità, autoconsapevolezza che denuncia all'Individualità lo stato delle cose di quella frazione/apprendimento. Alla Individualità confluiscono le autoconsapevolezze di numerosi sé probabili, sé reincarnativi compresi, cioè affuiscono tutti i dati del flusso che essa genera e che a essa torna.

Potremmo dire che tutte le rappresentazioni che un'Individualità genera altro non sono che estrinsecazioni dei vari stati di sentire/comprensione che la compongono.

Che poi tutto questo venga percepito in sequenza temporale o solo logica e dunque simultanea, alla fine è questione secondaria. Che si legga il reale come evoluzione o come simultaneità, esso è sempre illusorio perché, nei fatti tutto-è-già, il grado 10 come il 99. È illusoria l'evoluzione temporale, è illusoria anche l'evoluzione logica?

Allora: 

  • l'evoluzione temporale è illusoria 👉se vista dal punto di vista della simultaneità di tutti i fatti/stati (Eterno Presente).
  • L'evoluzione del sentire è illusoria 👉se sentita dal punto di vista di Æ. Non è illusoria all'interno di EP perché in quell'assenza di tempo c'è comunque un sentire che sente e genera successioni logiche. L'EP non è solo un archivio di tutto - l'immagine dei fotogrammi secondo me è fuorviante perché conferisce un senso di staticità - è anche una condizione in cui il sentire genera moto, non in una successione temporale ma nella simultaneità. Il sentire scorre comunque in senso logico tutte le scene esistenti.
Diversa è la questione dello sviluppo logico del sentire se osservata dal punto di vista di Æ: qui si supera anche l'evoluzione logica, ovviamente. Questo significa che Æ è immobile? Dubito fortemente. A mio parere è oltre divenire/Essere, divenire/simultaneità: è stato che tutto contiene e Tutto-È. In questo Tutto-È è la chiave.
Si legga il primo post di questo Blog.




Commenti

  1. Per quanto riguarda il concerto di Karma quello che scrivi non mi è nuovo, karma allora sarebbero se ho compreso correttamente , le situazioni che i vari sé probabili creano e esperiscono per acquisire comprensione .
    Non conviene allora usare questo termine che, inteso finora come risposta ad una azione, può ingenerare confusione .
    Se ogni individualità è il centro di una stella e i sé probabili sono i suoi raggi , nei raggi sono virtualmente contenuti tutti i gradi di sentire .
    Un sentire di grado 80 , non dovrebbe allora influenzare "positivamente " quelli di grado inferiore se tra i sé c'è comunicazione ?

    Sui somatismi
    Se un somatismo riguarda la coscienza, riguarda la coscienza che fa capo a tutti i sé probabili , non al corpo akasico individuale , pertanto il somatismo va accettato ma ha senso allora ragionare sulle sue cause , come di solito facciamo ?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Un sentire di grado 80 , non dovrebbe allora influenzare "positivamente " quelli di grado inferiore se tra i sé c'è comunicazione ?"

      👉Certamente lo influenza, nei limiti di quanto si fa influenzare perché sai che il sentire evolve per esperienza e l'influenza è solo un fattore dell'esperienza.
      ***
      "Se un somatismo riguarda la coscienza, riguarda la coscienza che fa capo a tutti i sé probabili , non al corpo akasico individuale , pertanto il somatismo va accettato ma ha senso allora ragionare sulle sue cause , come di solito facciamo ?"

      👉Al livello più "alto" la coscienza non manca di nulla. Potremmo dire che i vari corpi akasici altro non sono che rappresentazione dei processi illusori di una coscienza/Individualità: con quell'akasico si fa quello, con quell'altro un altro apprendimento.

      Un somatismo riguarda un abito particolare di un corpo akasico che è un ambito particolare di un'Individualità.

      Elimina
  2. Grazie per la risposta ,sollecita

    RispondiElimina

Posta un commento

I commenti sono soggetti a moderazione: verranno valutati ed eventualmente pubblicati se inerenti al tema.

Post popolari in questo blog

Tutto ciò che esiste è frutto di fusioni di sentire, di superamento del confine di sé

Esperienza del Ciò-che-È

Dati per una comprensione più approfondita del reale