Dati per una comprensione più approfondita del reale

Di seguito un brano della seduta 684 di Seth: è utile per noi conoscere questo? Certamente sì, a mio parere, perché abbiamo necessità di comprendere la nostra realtà in modi diversi. Solo allora potremo calarci pienamente nella dimensione contemplativa, quando la nostra adesione al divenire e alla sua sequenzialità sarà messa in discussione e sostituita da una visione più dinamica e più unitaria. 

[...] Comunque, anche la realtà fisica del corpo è una costante apparente in un’apparente esistenza fisica costante. Solo per il fatto che queste unità (unità di coscienza che vengono riconosciute da Seth come le particelle fondamentali che costituiscono ogni realtà, ndr) hanno la loro fonte al di fuori dello spazio e del tempo, la presente realtà corporale è un trionfo delle probabilità. La vostra immagine presente, per esempio, vi sembra la sola possibile per voi, permanentemente vostra, almeno per tutta la durata della vita; e cosa ne è di essa appare evidente ed inevitabile. Se vi ammalate, per dire, vi chiedete il perché, eppure una volta che la malattia è cominciata diventa parte della realtà del corpo, e sembra quasi una parte inevitabile della sua esperienza.

Naturalmente, le unità di coscienza, essendo indipendenti da spazio e tempo, formano la vostra struttura cellulare, e tale struttura affronta la natura delle probabilità in modo spontaneo. Sebbene il corpo sembri permanente nella sua esistenza in tutti i momenti consecutivi, esso emerge direttamente dalla fonte delle probabilità, indugiando sul vostro punto presente di percezione ed esperienza, e la sua apparente stabilità dipende dalla conoscenza delle probabilità sia "future" che "passate".

Il vostro presente è il risultato della vostra coscienza sospesa, che sceglie le percezioni e la qualità della sua vita da una gamma affatto prevedibile solo in seguito al campo d’azione più vasto a essa disponibile. (Vuol dire che il presente deriva dalla vastità del sentire in campo, ndr).

Le condizioni del vostro corpo in ogni momento non derivano propriamente dalla sua comprensione della propria "storia passata", quanto piuttosto dalla comprensione delle sue probabilità future.
👉Le cellule sono fornite di precognizione. Per ora basterà questa semplice spiegazione. Chiarirò meglio questo punto in un’altra parte del libro 2.

Le vostre concezioni limitate del tempo causano barriere concettuali, che operano anche quando considerate la struttura della vita fisica biologica. Per esempio: è più giusto dire che il retaggio opera dal futuro indietro verso il passato, che, diciamo, dal passato verso il presente. In ogni caso, nessuna delle due affermazioni sarebbe proprio corretta, perché il vostro presente si trova in equilibrio, sospeso e influenzato sia dal probabile futuro che dal probabile passato.

Di regola, secondo voi, non esiste momento in cui il vostro corpo sia assente. La vostra esperienza sembra concentrata nei limiti di esso, lasciando il resto del mondo prudentemente al di fuori. Invece la particolare selettività del vostro genere di coscienza scorre su intervalli che non percepite. In un certo senso, i vostri corpi si accendono sfavillanti e si spengono, ad intermittenza, come luci. La loro realtà fluttua, secondo la vostra prospettiva. Lo stesso accade, per lo stesso motivo, nell'universo fisico.

Potete capire cosa intendo quando dico che la vostra coscienza fluttua; infatti ogni individuo è consapevole di varie intensità di concentrazione. Voi siete più vigili, o, in parole vostre, più coscienti in alcune occasioni piuttosto che in altre. Ecco, la stessa cosa si applica a queste unità di coscienza, ed agli atomi, molecole, elettroni ed altri fenomeni simili. Il mondo si accende luminoso e si spegne, ad intervalli, nel senso letterale dei termini. Questa realtà oscillante, comunque, non mina affatto la vostra sensazione di consistenza.

I "buchi (lettera per lettera) di inesistenza” sono tappati dai processi di selezione. Questi processi, allora, scelgono i valori intorno ai quali, ancora, si costituisce l’esperienza, e attorno ai quali è percepita la "vita". Proprio le sensazioni di un tipo di vita mettono automaticamente in moto barriere contro tali alieni “mondo-sistemi” (col trattino) che non corrispondono al loro. E impossibile per voi esaminare un atomo, una cellula, o qualsiasi altra cosa, al di fuori del vostro presente. Punto.

Poiché avvertite che l’esperienza segue uno schema temporale che potete comprendere, allora date per scontato che, per esempio, una cellula sia il risultato del suo passato. Il feto crescendo diventa adulto, non perché sia programmato dal passato, ma perché è consapevole in termini di precognizione, fino a un certo punto, delle sue probabilità; allora, dal futuro imprime queste nozioni nella struttura del passato

Commenti

  1. Il post è davvero interessante anche se la sua comprensione va ruminata.
    La parte che riguarda le unità di coscienza e la loro probabile combinazione , mi ricorda qualcosa di letto in un libro di fisica atomica di Faggin .
    Per quanto riguarda il fatto che la combinazione di questi atomi di coscienza avviene per precognizione del futuro diventa comprensibile se pensiamo che ad esempio , il corpo umano si costituisce in base alle nuove acquisizioni che deve effettuare nella nuova incarnazione , pertanto non si porta solo una eredità dal passato .
    Comprendo che tra passato e futuro c'è l'equilibrio .

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  2. "Potete capire cosa intendo quando dico che la vostra coscienza fluttua; infatti ogni individuo è consapevole di varie intensità di concentrazione."

    Questo significa che è la consapevolezza a fluttuare o proprio la coscienza ?

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    Risposte
    1. Entrambi, direi. Certo, la consapevolezza mi sembra essere la prima figlia della coscienza, però qui sono due processi differenti: la realtà è per sua natura "pulsante", c'è e non c'è. Poi, in questo, la consapevolezza non è costante perché tante sono le ombrature, le necessità stesse di ritrarla per le più varie ragioni.

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    2. Per intendere, è un po' come quando si dorme e nello stato di sonno, si "abbandona" il corpo fisico?

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    3. Credo di sì. La consapevolezza è presente secondo un ritmo, c'è e si ritrae...

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