Ogni giorno una nuova profondità

Nadia: Il passo incerto dovuto all'infortunio ai legamenti è rappresentazione esteriore di un'incertezza interiore. Capitano giornate come queste, in cui sento prevalere una sorta di lamento: «È tutto qui?
Certo che è tutto qui, ho compreso, per come possibile, la condizione del vuoto che apre alla perfezione che Ciò-che-È. So bene che si tratta di un'onda che oggi introduce una resistenza che crea tensione e che domani sarà rientrata, eppure l'onda c'è...

Direi che è una situazione fisiologica a un certo punto del nostro cammino. Anche la domanda: "è tutto qui?" è fisiologica quanto priva di senso. È tutto qui l'accessibile di oggi. Ma l'accessibile di domani quale sarà?

Non solo: oggi, adesso, a quale grado di sentire posso effettivamente accedere? A molti gradi differenti, dipende da quanto rumore mi attraversa o non mi attraversa, dallo spazio che si crea, da come il sentire di ieri produce frutto nell'oggi.

E, man mano che la consapevolezza scende in profondità, quel: "è tutto qui?" si ripresenterà, ma sempre più debole, secondario, fino a scomparire perché è fondamentalmente assurdo.

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