La libertà degli altri non viene mai toccata

 Perché, ripeto, 👉le scelte riguardano la libertà di chi le compie. La libertà degli altri - vi abbiamo detto - 👉in senso assoluto non viene mai toccata!👈

Anzi, addirittura, non solo non viene toccata - e rivelandovi questa verità vi giudichiamo già in età di maggiorenni - anzi addirittura non viene toccata, tanto che - tanto che vi dico - che in quei casi in cui appare che altri tocchi la libertà di chicchessia, 👉non v’è libertà neppure da parte di chi agisce. Quindi, per questi casi, varianti non ce ne sono. CF77, riunione 305 del 19.3.1970

Commenti

  1. Dona un senso di grande leggerezza sapere che mai è toccata la libertà altrui, anche se sappiamo che
    le situazioni sono da noi e per noi generate.
    Interessante sapere che ci sono delle sorte di passaggi obbligati che non prevedono varianti...se ho capito bene.

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  2. Non mi è nuovo il primo concetto espresso che riguarda la libertà dell'altro, sempre preservata dalla questione delle varianti e della soggettività del realtà divenire.
    La comprensione della seconda parte rimane più ocura e da meditare.

    "in quei casi in cui appare che altri tocchi la libertà di chicchessia, 👉non v’è libertà neppure da parte di chi agisce".

    Rimando questa affermazione alla necessità dello sviluppo di un karma. Quando si muovono determinate cause, in seguito all'incapacità di ottenere determinate comprensioni in altro modo, allora in quel caso si subiscono gli effetti che sono impossbili da fuggire. In questo caso non c'è libertà neanche in chi agisce o variante possibile.

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  3. Come è possibile toccare la libertà degli altri , se nelle nostre scene sono ologrammi ?
    Questa cosa mi manda sempre in confusione .
    A volte gli altri sembrano apparire nelle nostre scene come reali , pur con un sentire diverso , altre solo come attori necessari alla nostra scena .

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  4. Dovrebbe essere scontato che ognuno crea le scene necessarie alle comprensioni da acquisire, eppure va ricordato, perché facilmente si scivola nel pensare comune, in cui senso di colpa, collegare i fatti o interpretarli in senso deterministico, in altre parole, aderire agli AT, diventa semplice.

    Eppure mi accorgo che piano piano, questi concetti non solo non sono estranei, ma quando vengono affrontati, li sento veri. E sento altresì una maggior libertà, sia nel prendere decisioni che riguardano me, sia nell'accettare le scene altrui.

    È come se tutto si svolgesse all'interno di un contenitore molto più vasto e in cui ognuno, come può, persegue lo stesso obiettivo.

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