La catena del tempo, del divenire e il sentire
Il presente temporale è la rappresentazione del grado di sentire con cui siamo identificati.
Noi siamo così focalizzati su ciò che appare che lo consideriamo l'unico presente e l'unica realtà.
Nei fatti, andando oltre questa nostra autolimitazione, tutta la realtà passata, presente e futura sta accadendo esattamente adesso.
Noi siamo così focalizzati su ciò che appare che lo consideriamo l'unico presente e l'unica realtà.
Nei fatti, andando oltre questa nostra autolimitazione, tutta la realtà passata, presente e futura sta accadendo esattamente adesso.
Il sentire non è vincolato al tempo: tutto il sentire, di tutti i gradi di ampiezza, esiste adesso, in un non tempo. La sequenzialità dei fatti e del sentire è la prigione che ci siamo costruiti e che continuiamo a consolidare.
Potremmo imparare a disconnettere il passato dal presente e dal futuro e a considerare le nostre esistenze come tante situazioni tutte egualmente presenti, concedendoci la possibilità di cambiare di ognuna la natura.
Certo, l'azione compiuta un attimo fa che determina la presente è già accaduta, ma se io so che essa è sentire presente - oltre che fotogramma presente - posso contemplarne la natura e coglierne il limite.
Posso vedere la relazione tra quel sentire e questo sentire, due stati di sentire, vedere come uno si travasa nell'altro e posso mettere in discussione l'ineluttabilità che vede il secondo condizionato dal primo.
Posso vedere la relazione tra quel sentire e questo sentire, due stati di sentire, vedere come uno si travasa nell'altro e posso mettere in discussione l'ineluttabilità che vede il secondo condizionato dal primo.
Se lego il passato al presente mi lego a un'ineluttabilità: l'oggi dipende dall'ieri. Se contemplo due presenti entrambi qui, adesso, posso minare quella ineluttabilità, rendere ciascuno di quei sentire Ciò-che-È.
La catena temporale ed evolutiva del sentire genera sempre un limite, alimenta la tirannia del limite.
Sapere che ogni fatto, stato, sentire passato, presente, futuro è qui, adesso, in un non tempo, facilita la semplice contemplazione, toglie di mezzo la logica del limite e libera quella dell'Essenza, del Ciò-che-È.
Sapere che ogni fatto, stato, sentire passato, presente, futuro è qui, adesso, in un non tempo, facilita la semplice contemplazione, toglie di mezzo la logica del limite e libera quella dell'Essenza, del Ciò-che-È.
Se la mia consapevolezza può vivere solo questo adesso, solo questo posso cambiare, ma se cambio questo nulla rimane invariato essendo tutto interconnesso. È un argomento su cui tornerò ma deve chiarirsi la visione...
RispondiEliminaCatia, guarda cosa dice Seth:
EliminaIo ho la mia esistenza propria, che è piuttosto diversa da quella di Ruburt, eppure ho anche una realtà collegata alla sua psiche. Ciascuno di voi ha lo stesso tipo di relazione con altre "più consapevoli intelligenze” che sono parti di voi, o della vostra identità superiore, che vivono la loro esistenza indipendente, e tuttavia sono ugualmente vive nella vostra psiche. Sono elementi della realtà “sconosciuta”.
Si è cancellato, per errore mio, il commento di Catia, ma l'ho recuperato:
RispondiEliminaComprendo la sintesi .
Allora Seth considera tutti i gradi di sentire dal punto di vista dell'EP, cosa che non dice ma che si desume.
Dal punto di vista del divenire , c'è apprendimento , c'è ampliamento di sentire e possono esserci anche le varianti potenziali .
Altrimenti tutta la rappresentazione della realtà per cosa ci sarebbe ?
In questa seduta alcune risposte: https://www.contemplazione.it/seth-studio-e-analisi/le-relazioni-e-influenze-tra-se-probabili-566-15-2-1971/
EliminaL'interconnessione tra i vari sé probabili mi è chiara , quello che non mi rimane chiaro è il perché allora del divenire , dubbio che ho esposto anche in commenti successivi .
RispondiEliminaForse devo smettere di voler capire e lasciare sedimentare per fare affluire la comprensione .
Come sai, il divenire è creato dalla nostra struttura percettiva...
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