La gratuità nell'intenzione personale e nella relazione
L'intenzione gratuita genera l'azione gratuita e libera dall'aspettativa.
Questa è la base, l'interrogazione prima che agiamo individualmente.
Su questo non desidero spendere parole.
Questa gratuità parla di noi, di ciò che ci muove.
Dichiara chi siamo e quale configurazione d'esistenza generiamo.
Nelle relazioni, là dove la nostra configurazione accade, è sufficiente operare gratuitamente, indipendentemente dallo scambio vitale ed esistenziale che è proprio della condizione di relazione?
Se osservo la mia sola intenzione e vedo che è gratuita e non attende qualcosa dall'altro, genero un ambiente vibratorio di una determinata qualità.
Questa disposizione non chiede niente all'altro, e non si aspetta niente. Se l'altro non si sente interpellato dal mio gesto, dal mio movimento, si limita ad accogliere e non sviluppa un movimento a sua volta, non si genera un'esperienza creativa, una dinamica creativa.
A un movimento - vibrazione di una determinata qualità, corrisponde un'accoglienza, ma non si crea una reciprocità, una corrente vibrazionale che circola tra me e l'altro.
È un po' come un sasso tirato nello stagno che non provoca onde: la vita, la manifestazione, la creatività, l'esplorazione, il cambiamento, la comprensione avvengono perché quando il sasso cade nello stagno si generano le onde.
All'intenzione/gesto gratuito corrisponde un'intenzione/gesto, gratuito o no.
Si mette in moto un processo, il processo del divenire.
Nella sola intenzione/gesto gratuita non c'è divenire, c'è Essere.
È perfetta, voi direte, e lo dico anch'io, ma non è Essere-divenire, non è l'Essere che genera la realtà, è l'Essere che testimonia se stesso. Non è dono: l'Essere che genera realtà è dono.
L'Essere in sé è stato. Stato d'Essere.
La realtà, il divenire, la manifestazione, le relazioni sono Essere-divenire-dono.
Il divenire come dono: possibilità di esperienza di Essere.
Cosa ricava Essere dal divenire, dall'esperienza, se è già completo, compiuto in sé?
Qui risiede il più grande degli equivoci che, se non compreso, non svela perché esista quello che consideriamo reale, né tantomeno rivela la sua natura.
Essere è un termine generico, dice tutto e dice niente.
Essere è ciò che pervade la consapevolezza del contemplativo, ma è una complessità, non un monolite.
Essere è il mistero sul quale si affaccia colui che inizia ad ascoltare la vita.
Essere è l'abisso del contemplativo.
Non è lo stesso Essere, non è la stessa esperienza.
Essere è la natura di un'Essenza che non ha mai fatto esperienza della manifestazione nel divenire, ed Essere è la natura di un'Essenza che nel divenire ha esperito, indagato.
Entrambe sono Essenze, ma hanno nature diverse.
Entrambe sono Essere, ma hanno profondità di Essere diverse.
Essere-divenire è un'unità inscindibile. Non esiste il puro Essere, esiste l'Essere-divenire.
L'Essere-È e non manca di nulla.
L'Essere-diviene e non manca di nulla.
Non è questione di mancare, non è questione di totalità o no:
Ciò-che-È, la totalità di ogni istante, è Essere-che-È-e-che-diviene.
Il contemplativo sente assieme, nel contemplare il Ciò-che-È - l'attimo di adesso -, l'Essere che è abisso e l'Essere che diviene: li sente Uno inscindibile.
Ecco allora, tornando alla gratuità e alla relazione, che ogni gratuità-è-ciò-che-è ma si innerva in relazione, in flusso, in reciprocità, in dinamismo, in creatività che muta l'Essenza-Essere, le conferisce nuova consapevolezza di sé e di Essere/Esistere.
La gratuità che non chiede è Essenza-che-È, ma porta con sé, ha intrinseco a sé anche il "chiedere": essa accade come movimento interno all'Essere-movimento.
Il divenire è Essere-movimento, Essere-reciprocità.
Essere-che-È e Essere-movimento sono un'unità inscindibile.
La gratuità è atto eterno ed è atto entro a un movimento.
Questa, secondo la mia comprensione, è la ragione per cui, nel divenire, c'è sempre un dare e un chiedere, il perché alla radice dell'aspettativa.
Non è l'egoismo, non è il bisogno di un ente a generare la richiesta, l'aspettativa, è la natura stessa di Essere, o, se preferite, di Ciò-che-È.
Ritengo il testo chiarissimo che spiega senza ombra di dubbio la connessione inscindibile tra l' Essere che è e l'Essere / divenire
RispondiEliminaQuesto è il nucleo della questione.
RispondiElimina"Ciò-che-È, la totalità di ogni istante, è Essere-che-È-e-che-diviene."